Giuoco Piano
1 P-K4 N-KB3 Marshall Burn 2 P-K5 N-Q4 P-K4 P-K4 3 P-QB4 N-N3 2 N-KB3 N-0B3 4 P-Q4 P-Q3 3 B-B4 B-B4 4 P-B3 N-B3
Il Nero ha già mosso il suo 5 P-04 PXP Cavallo tre volte; ma la prova che PXP 6 B-N5ch il centro avanzato del Bianco sia un van- 7 K-Bl NXKP? taggio, oppure che sia proprio il con- 8 P-Q5 N-K2 trario, deve attendere un ulteriore svi- 9 0-04 N-KB3 luppo della teoria di questa apertura. 10 B-KN5 N-N3 Lo stesso Alekhine osservò: «Tal- 11 N/1-02 P-KR3 volta è a nostro vantaggio attac- 12 R-Klch K-Bl care il centro di pedoni, piuttosto che 13 B-03 B-K2 difenderlo.» B/3XN RPXB 7) «Non c’è tempo per la caccia ai pedoni 15 N-K5! PXB in apertura, eccetto che per i pedoni 16 NxNPch K-B2 centrali. Poiché la mobilita- RxBch KXN zione delle forze è di gran lunga l’operazione 18 0-03ch K-R3 più importante in apertura, 19 P-KR4 P-N5 lo spettacolo di un giocatore meno esperto 20 P-R5 NXRP che insegue avidamente i pedoni prima 21 0-B5 Abbandona di aver completato lo sviluppo sembra comico a chiunque conosca questo Na- . . . principio. Anche un dilettante che non è Naturalmente, 21 P-KN3 non particolarmente logico e intelligente nelle sue regge per via di 22 RxNch altre attività può giocare in questo PxR modo.» Nimzovich paragona un giovane 23 Q-B6 matto. giocatore ansioso di raccogliere pedoni in apertura a un bambino di sei anni che gioca Un principiante brillante può concludere in borsa. dopo aver studiato i sette Vediamo come questo principio assiomi di Nimzovich che i problemi di apertura siano piuttosto semplici. Ma la sua stessa espe- rienza dimostrerà che è vero il contrario. Non dimentichiamo che ancora og-
How To Open A Chess Game
oggi il problema della caccia al pedone hai una sorellina a casa?” “Sì, in apertura è ancora oggetto di Io sì.” “E tua madre le permette disputa teorica. Nel Campionato di uscire da sola la sera?” del Mondo Fischer- Quando scossi il capo, egli riportò Spassky, Reykjavik 1972, Fischer il discorso agli scacchi: con il Nero catturò due volte il “avvelenato” “Ebbene, non dovresti lasciare la Donna QNP offerto dal Bianco nella Naj- uscire da sola neppure lei.” dorf della Siciliana. Fischer vinse la prima partita È indubbiamente un vantaggio in quella linea, ma nella seconda la sua iniziare a imparare gli scacchi in tenera età. strategia d’apertura fu completamente Il celebre pedagogo ceco rovinata, e non ripeté più la linea. Jan Amos Komensky (1592-1670) Si possono ben immaginare le espresse questo principio per l’educa- ore di fatica che un giocatore dedica zione dei giovani: “Attraverso il gioco, alla preparazione di un sacrificio di pedone conoscenza.” I giovani allievi, giocando in apertura! molte partite rapide e informali, Quando si insegna la teoria dell’apertura, sviluppano un senso intuitivo della posi- si deve naturalmente tenere conto dell’età zione che può trasformarsi in una dello studente e del suo livello di compren- rara maestria (come, per esempio, quella sione. L’età alla quale si possono imparare di Capablanca e Reshevsky). gli scacchi si sta ab- I giovani giocatori hanno il grande van- bassando continuamente. Ma come si tiene taggio di acquisire buone abitudini una lezione a bambini di 8 o 10 anni, fin dall’inizio e, naturalmente, la loro espe- che sono ansiosi di giocare e vincere e rienza nei tornei sarà più lunga fino a non sono affatto interessati alle teorie di quando raggiungeranno l’età più produttiva Nimzo- della maturità (di solito intorno ai 30 anni). vich? Eppure, è evidente, Ma il bambino di 8 o 10 anni assimila da quella generazione emergeranno futuri con difficoltà un’istruzione formale su idee scacchi- campioni del mondo. stiche specifiche (perfino l’idea di scacco matto è Il compianto Emil Richter, che fu troppo astratta). due volte campione di Cecoslovacchia, I giocatori di quell’età di solito si accon- era solito dirci quando eravamo piccoli, tentano di ottenere un vantaggio ma- mentre bevevamo il nostro latte al cioccolato e mangiavamo biscotti: teriale e non sono pronti a “Non dimenticate mai che ogni pezzo comprendere le sfumature posizionali deve avere molta aria!” Così cercavamo del gioco. Poiché i principi di dare agli Alfieri diagonali aperte dell’apertura non possono essere compresi e alle Torri colonne aperte. Ri- senza almeno una certa comprensione delle idee posi- cordo molto bene un maestro di scuola, zionali generali, quanto bene tali appassionato di scacchi, che dopo P-K4 giovani giochino l’apertura dipende P-K4 rimproverò bonariamente la mossa 2 quasi interamente dal loro talento Q-R5?? con queste parole: “Hai innato.”
Teoria e pratica
Quando ci si accosta agli scacchi in età più tar- D) La formazione di una strut- da (15-18 anni), l’approccio è com- tura pedonale van- taggiosa. pletamente diverso. Regole e princi- Ogni principiante (e in realtà tutti i pi sono già familiari e, presupponen- giocatori) dovrebbe conoscere a memoria i do un certo livello di intelli- seguenti assiomi: genza, questa conoscenza può es- 1) Sfruttate ogni tem- sere applicata nel gioco pratico. Ciò po. I pezzi maggiori (cioè le Torri e che il principiante di 8 o 10 anni la Donna) non dovrebbero essere portati assimilerà attraverso la pratica (e spesso in gioco troppo presto, poiché potrebbero attraverso dolorose sconfitte), il principiante essere facilmente attaccati da pezzi avversari più adulto deve impararlo mediante lo studio di minor valore, con conseguente ritirata consapevole e l’analisi deliberata delle proprie partite, e perdita di tempo. per le quali l’aiuto di un buon insegnante 2) Non effettuate mosse di pedone o guida è quasi indispensabile. senza un’attenta pianificazione. Quando e come cominciare è un eter- 3) Iniziate la partita con un pedone no problema che i teorici devono affrontare. centrale e sviluppate i pezzi minori Tuttavia, non è mai troppo tardi per iniziare in modo che esercitino influenza sul centro. lo studio degli scacchi; abbiamo l’es- 4) Sviluppatevi con flessibilità! Un empio di Botvinnik che, nonostante un’eccessiva cura dei dettagli nella pianificazione dell’apertura non è inizio relativamente tardivo, raggiunse consigliabile. il più alto vertice dell’arte scacchistica. 5) Sviluppatevi armoniosamente! Giocate In effetti, il principiante più adulto ha un con tutti i vostri pezzi e non con- vantaggio nell’essere pronto a com- centrate l’attenzione su un solo prendere i principi dell’apertura del fianco. defunto Grande Maestro sovietico Aleksej 6) Non fate mosse prive di scopo. Suetin. È estremamente interessante con- Ogni mossa deve far parte di un piano frontare Il mio sistema di Nimzovich definito. con il Manuale di scacchi per esperti 7) Non siate troppo avidi di gua- di Suetin. In generale, i due dagno materiale. La lotta per il tempo è molto autori concordano, ma Suetin è più più importante della ricerca del specifico. Egli propone quattro ele- materiale, specialmente nelle posi- menti principali del gioco d’apertura, seguiti da zioni aperte. tredici assiomi. 8) Un indebolimento dei propri A) La lotta per il controllo del pedoni può essere accettato solo se è centro. compensato da una collocazione più attiva B) La ricerca dello sviluppo più rapido dei pezzi. e più attivo. 9) Con l’aiuto dei vostri pedoni, C) La creazione delle condizioni cercate di ottenere un vantaggio di spazio e di che permettono un arrocco precoce. indebolire la struttura pedonale del vostro avversario.
Come aprire una partita a scacchi
10) Non ostacolate i vostri pedoni raggruppando i pezzi direttamente davanti ad essi; pedoni e pezzi devono collaborare. 11) Durante le prime mosse, prestate particolare attenzione alla vulnerabile casa KB2 su entrambi i lati. 12) Ricordate che la cattiva collocazione anche di un solo pezzo può compromettere il coordinamento degli altri pezzi. 13) Con il Bianco, sfruttate il vantaggio della prima mossa e cercate di conquistare l’iniziativa. Con il Nero, cercate di organizzare un controgioco.
Questi tredici punti possono ricordare al lettore le istruzioni di un fabbricante per il lavaggio dei tessuti! Tuttavia, questi principi enunciati con concisione sono l’esperienza distillata di molte generazioni di giocatori.
L’ultimo punto merita particolare attenzione, poiché, pur contenendo molta saggezza, non sempre viene applicato nella pratica dei tornei odierni. Purtroppo, apparteniamo a un’epoca in cui il Bianco di solito cerca di ottenere solo un vantaggio minimo, perché aspirare a qualcosa di più comporta l’assunzione di rischi. Il Nero, non disponendo di un metodo sicuro per sviluppare controgioco senza rischi, tenta generalmente di semplificare la posizione per ridurre al minimo le possibilità d’attacco del Bianco. La partita procede così verso un finale in cui nessuna delle due parti ha reali possibilità di vittoria.
Quanto dura l’apertura? La questione è in realtà accademica, ma è interessante notare che gli autori di scacchi divergono nelle loro opinioni. Lisitsin ritiene che l’apertura comprenda da 10 a 20 mosse, Levenfish pensa che il numero debba essere da 13 a 15, Sokolsky dice da 10 a 15. Lipnitsky sostiene che la cifra corretta sia da 8 a 15, ma sottolinea che le transizioni dall’apertura al mediogioco e dal mediogioco al finale debbano essere considerate graduali.
Lipnitsky è il più approfondito nella sua trattazione delle posizioni di transizione, delle posizioni critiche, cioè quelle che sorgono dopo che la mobilitazione dei pezzi è stata completata. Egli è dell’opinione che tali posizioni siano soggette esattamente allo stesso tipo di analisi concreta delle varianti delle posizioni nelle fasi precedenti dell’apertura. Benché questa affermazione sembri ragionevole e fondata, non supera la prova della dimostrabilità. L’onere della prova è il criterio che deve essere applicato a tutte le teorie. In questo caso, finché le posizioni di transizione, critiche, provocano giudizi divergenti tra giocatori e teorici, e finché non si può fare affidamento su tali posizioni per produrre risultati coerenti, la teoria di Lipnitsky non può essere ritenuta attendibile. La possibilità di errore da parte di un giocatore o di un teorico, e il fatto che la tecnica applicata e l’analisi teorica non abbiano ancora raggiunto la perfezione, fanno sì che tali teorie rimangano soltanto teorie, e non principi generalmente accettati.
Teoria e pratica
La posizione iniziale dei 32 pezzi e le loro prime mosse si sono dimostrate suscettibili di una certa standardizzazione; l’apertura è pertanto soggetta a un’analisi concreta e specifica. Per questo motivo, l’apertura deve necessariamente essere analizzata; non farlo è evidentemente temerario. Le altre fasi della partita, in particolare il mediogioco, dove immaginazione e fantasia hanno libero sfogo, si prestano meno a un’analisi definitiva.
Ma anche nell’apertura l’analisi non è la fine della storia. Inevitabilmente segue il ben noto processo di confutazione, ricerca, nuova analisi, verifica, riabilitazione. . .
Prendere l’iniziativa; creare un piano strategico attivo; ostacolare i piani dell’avversario: quanto incredibilmente facile sembra tutto ciò! Ma quanto è irto il cammino verso la maestria scacchistica!
II: Metodi di studio
Man mano che il principiante pro- gredisce, giunge inevitabilmente a un punto in cui si chiede: «E adesso?» A questo stadio conosce abbastanza bene le regole e i principi dell’apertura, ma si trova di fronte al problema di come migliorare ulteriormente. Consultiamo ancora una volta gli esperti. Nel suo libro *The Chess Basics*, G. Rokhlin cita l’ex Campione del Mondo Botvinnik a proposito del suo metodo di preparazione per un torneo:
Comincio la mia preparazione con una rassegna della letteratura scacchistica che non ho ancora visto. Questo è necessario per familiarizzarmi con nuove partite interessanti. Prendo appunti sui problemi che mi interessano. Presto particolare at- tenzione alle partite dei miei rivali nella competizione imminente. Analizzo le peculiarità del loro gioco e imparo tutte le loro varianti preferite; questa conoscenza mi torna molto utile quando in seguito mi preparo per una partita con uno di loro. Poi studio quelle linee di apertura che intendo giocare du- rante il torneo. Ma devo sottolineare che un giocatore non può e non dovrebbe giocare tutte le aperture note alla teoria. Per un torneo, tre o quattro sistemi di apertura preparati per il Bianco e tre o quattro per il Nero sono del tutto sufficienti. Ma tutti questi sistemi devono essere preparati in modo estremamente accurato. Se un maestro non ha diversi sistemi di apertura preparati a fondo, non può contare sul successo. Si noti inoltre che è altamente svan- taggioso giocare una sola apertura. Da un lato, gli avversari saranno ben preparati contro di essa; dall’altro, i propri orizzonti saranno troppo ristretti e in alcune situazioni ci si troverà a «brancolare».
Come osservazioni marginali sull’intera questione dell’apertura, per quanto incomplete, possiamo accettare queste opinioni: Jurij Averbakh afferma che l’analisi concreta delle proprie partite per individuare le cause del successo o dell’insuccesso, unita a